di Tommaso Massimo Stella


INTRODUZIONE


Da qualche mese
Optolong filters ha reso disponibile il nuovo filtro a doppia banda stretta L-Extreme destinato prevalentemente all'acquisizione con sensori a colori.
Dopo l'enorme successo del filtro L-Enhance, la nota casa produttrice di filtri astronomici ha deciso di puntare ancora su prodotti che permettono di fare astrofotografia anche da luoghi molto inquinati (dal punto di vista luminoso) e, soprattutto, senza ricorrere a camere monocromatiche.
Vediamo velocemente le caratteristiche del nuovo filtro:
-Doppia banda stretta passante
-7nm per l'OIII (
24nm per l'L-Enhance che include OIII e Hb)
-7nm per l'Ha (
10nm per l'L-Enhance)





Dalle caratteristiche si intuisce facilmente che il filtro è adatto a catturare immagini di nebulose a emissione quindi sconsigliato per galassie, ammassi e nebulose a riflessione.


Prima di passare al confronto diretto, permettetemi di ringraziare Optolong Filters nella persona di Stella Song che si è prodigata per farmi avere una versione definitiva del filtro in modo da poterne testare le caratteristiche come da progetto.


Ho scelto la nebulosa Velo Est (NGC 6992) come soggetto perchè presenta zone dove l'OIII è preponderante rispetto all'Halpha e viceversa. In alcune aree i due gas ionizzati si sovrappongono quindi la capacità del filtro di contrastare ed evidenziare i filamenti viene messa a dura prova.
Le immagini che vedremo sono il risultato dell'integrazione (senza alcuna elaborazione) di due frame da 300 secondi (250 gain) calibrati con dark ma non flat (vedremo il perchè) acquisiti con la seguente strumentazione:
-Tripletto apocromatico FPL53 102/714 TS non ridotto ma spianato.
-ZWO ASI 294mc Pro raffreddata a -5°C (Cielo Bortle 5) e 0°C (Cielo Bortle 9)

Stack con Deep Sky Stacker e Stretch con PixInsight 1.8

Le acquisizioni da cielo Bortle 5 sono state effettuate a Maruggio (TA) mentre quelle da Bortle 9 in una frazione di Taranto. I due luoghi sono a poche centinaia di metri dal mare.

Il metodo di valutazione è puramente visivo (anche se si è cercato di ottenere stretch equivalenti).


SKY BORTLE 5


Da cielo Bortle 5, come è possibile vedere nell'immagine seguente, si nota un leggero gradiente rossastro (in basso) sui frame acquisiti con L-Extreme mentre quelli catturati con L-Enhance sembrano più puliti.

Lo stretch è stato effettuato con STF (canali non collegati) sull'AutosaveExtreme ed i parametri riportati esattamente identici su AutosaveEnhance.
A prima vista si notano due cose:
-presenza minore delle stelle su L-Extreme
-OIII più marcato su L-Extreme






Scendendo nei particolari, si conferma una maggiore "presenza" delle zone OIII con il filtro L-Extreme avendo ottenuto migliore contrasto e minore saturazione delle stelle come da immagine seguente






Essendo evidente la differenza di tonalità fra le due immagini, STF è stato regolato manualmente (attraverso la manipolazione dei parametri di stretch, icona chiave inglese) per uniformarle al meglio.
Come si può notare, l'OIII rimane nettamente più marcato nell'AutosaveExtreme.





Esaminando le differenze fra le aree dove è più presente l'H-alpha, si può avere l'illusione che il 'rosso' sia meno profondo nello scatto effettuato con L-Extreme ma osservando meglio alcune zone con prevalenza di idrogeno, si nota una maggiore saturazione rossastra (seppur minima).
La sensazione iniziale è dovuta alla forte presenza di OIII che si sovrappone all'H-alpha.





SKY BORTLE 9


Passando alle acquisizioni da cielo Bortle 9, si confermano più o meno le stesse differenze di comportamento fra i due filtri ma purtroppo il gradiente rossastro dell'L-Extreme diviene molto presente.
Lo stretch è stato effettuato con STF (canali non collegati) sull'AutosaveExtreme ed i parametri riportati esattamente identici su AutosaveEnhance.
Anche in questo caso si rileva:
-presenza minore delle stelle su L-Extreme
-OIII più marcato su L-Extreme






Normalizzando lo stretch si conferma la maggior presenza di OIII nelle immagini riprese con L-Extreme ma, sotto cieli molto inquinati, la differenza è davvero minima.
Le stelle si riducono più o meno nello stesso modo.






Una sorpresa invece arriva dall'acquisizione dell'H-alpha che sembra giovare maggiormente della stretta banda passante dell'L-Extreme.
Nell'immagine seguente è più evidente la maggiore saturazione del rosso rispetto al frame ripreso con L-Enhance (a destra).





SKY BORTLE 5 vs BORTLE 9


Vediamo ora di confrontare direttamente il comportamento dei due filtri sotto cieli diversi.
A sinistra abbiamo il particolare di un frame acquisito sotto cielo Bortle 9 e a destra quello di uno acquisito sotto cielo Bortle 5.
Analizziamo per prima la resa del filtro L-Enhance.





Come prevedibile, l'immagine a destra è più contrastata. Sono migliori sia l'OIII che l'H-alpha. Il cielo più scuro vince sempre, anche con filtri a banda stretta.
La differenza però non è drammatica.

Valutiamo ora il comportamento dell'L-Extreme sotto cieli diversi.






Ancora una volta il filtro L-Extreme restituisce un OIII più netto e contrastato ma nel confronto fra cieli con diverso inquinamento luminoso si evince una maggior differenza fra Bortle 9 e Bortle 5 rispetto a quella restituita da L-Enhance.


GRADIENTI


Come anticipato, il filtro L-Extreme ha problemi di gradienti maggiori rispetto a quelli di L-Enhance ma , per nostra fortuna, li ritroviamo anche nei Flat field quindi vengono eliminati in fase di calibrazione.
L'immagine seguente mostra a sinistra un flat acquisito con L-Extreme e a destra lo stesso flat realizzato con L-Enhance (cambiando semplicemente il filtro nel cassetto porta filtri da 2", senza smontare il treno ottico).

Tubo di ripresa: TS APO FPL53 102/714 ridotto e spianato con riduttore da 3" TSRED379.






I frame in figura sono Master Flat da 21 subframe ciascuno acquisiti con l'apposito tool di Sharpcap.
Nel caso dell'L-Extreme, dopo aver calibrato una immagine con questi flat, si nota una sovracorrezione difficile da eliminare che non dipende dagli ADU e/o da come vengono acquisiti i sub frame.
Ho fatto diverse prove con varie fonti di luci e diversi software di stacking (DSS e PixInsight), il risultato è il medesimo.
Incuriosito dalla forma del gradiente, ho provato a ruotare il filtro all'interno del cassetto portafiltri senza notare alcuna differenza nel risultato finale.
Per completezza sono stati eseguiti altri test con ottiche diverse (un obiettivo da 200mm Takumar ed un Newton 200 f5) ottenendo sempre lo stesso difetto.
Soltanto il tripletto 102/714 non ridotto ha restituito un flat diverso nella posizione del gradiente (in basso a destra e non in alto) come da immagine seguente.





CONCLUSIONI


Mi è piaciuto il filtro L-Extreme? SI
E' un grande passo in avanti rispetto all'L-Enhance? NON SEMPRE
Il contrasto sull'OIII, come ci si poteva aspettare, è notevolmente migliore rispetto a quello restituito dall'L-Enhance ma non basta, a mio parere, per decidere di fare un upgrade.
E' sicuramente consigliato a chi non possiede filtri a banda stretta per camere a colori perchè la resa è almeno pari a quella dell'L-Enhance (sotto cieli molto inquinati) sull'H-alpha e di sicuro migliore per quel che riguarda l'OIII ma mi sento di consigliarlo anche a chi cerca di riprendere oggetti molto difficili (come la nebulosa Calamaro) da cieli poco inquinati.
L'unico aspetto negativo da considerare è il fastidioso gradiente difficile da eliminare del tutto con la sola calibrazione (in post ci si riesce), difetto che peggiora in maniera proporzionale all'inquinamento luminoso.

PRO
-Risposta nella riga dell'OIII eccellente in ogni situazione
-Risposta nella riga dell'H-alpha pari o maggiore a quella dell'L-Enhance
-Potete fotografare anche da cieli Bortle 9 ottenendo un contrasto inimmaginabile in banda larga
-Ottimo anche da cieli molto scuri

CONTRO
-Gradienti difficili da eliminare completamente con la sola calibrazione dei flat



Chiudo il test con l'immagine finale della Velo Est, risultato di 7 ore di riprese sotto cielo Bortle 9 e 2 ore sotto cielo Bortle 5 riprese esclusivamente con filtro Optolong L-Extreme





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